Ron Lessard, aka Emil Beaulieau, avendo rappresentato un punto di incontro fondamentale tra l'Europa, il Giappone e gli Stati Uniti, essendo stato il mediatore ideale fra avanguardia colta e noise amatoriale, è ritenuto il padrino della noise music.
Tutti coloro i quali si sono fatti un nome, anche per poco tempo, nella scena noise sono passati sotto la RRRecords di Lessard o sono entrati in contatto con lui. Come unico punto di riferimento per l'etichetta il principio secondo cui solo la novità è realmente sovversiva: gli artisti già avviati puzzano di vecchio o sanno cavarsela da soli.
Maestro in quasi tutte le tecniche dell'harsh noise, Lessard ha trasformato il suo act Emil Beaulieau in una leggenda, unendo un'attitudine senza compromessi ad un talento naturale per la performance in puro stile dada (Schwitters): macchina e uomo si fondono in un'installazione vivente con pochi precedenti nella storia dell'anti-musica.
L'album che la domus offre stasera è un sincero tributo ai grandi esponenti del Japanoise, alcuni dei quali, come Merzbow e Incapacitans sono amici di vecchia data di Lessard, il titolo stesso dell'album è una citazione da un'intervista a Masami Akita nella quale l'artista esprime il desiderio di voler uccidere attraverso la sua musica il "troppo rumoroso noise giapponese".
Il mezzo che veicola il senso dell'album è il gioco di parole, la perdita di senso attraverso la manipolazione dei vari elementi del discorso: Lo stile dell'artista citato attraverso storpiatura del nome nel titolo viene a sua volta storpiato e parodizzato in un vortice che centrifuga qualsiasi ambizione artistica, in favore di una sensazionale padronanza del mestiere del rumorista: ogni cosa si trova esattamente al suo posto, il che è a dir poco strano, più o meno come se i mobili di una casa travolta da un tornado ritrovassero una posizione coerente all'interno del vortice. Per la serie:"la cacofonia c'è ma non si sente". Al punto che praticamente chiunque abbia una vaga dimestichezza con il noise può accostarsi a quest'opera, merito anche dell'assoluta inimicizia fra Lessard e il computer, dettaglio che permette al performer di avere un rapporto fisico con le sue macchine, simile a quello fra un cane e il suo padrone: una sincera amicizia votata alla ricerca di un equilibrio che impedisca alla parte istintiva canina e alla parte "alienata" dell'uomo di prendere il sopravvento sulla relazione semi-simbiotica.
Sfortunatamente non possiamo godere delle performances di Lessard mentre ascoltiamo questo disco (se non per mezzo di You Tube.)
Emil Beaulieau - "Kill the all-noise Japanese Artists" 1995
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